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Il mondo del denim

Denim Day

 
Denim Day

La violenza contro le donne è oggi uno dei temi più scottanti su cui confrontarsi e concentrare la nostra attenzione. Il Denim Day nasce con l’intento di lottare perché questo gesto crudele possa diventare un lontano ricordo.

Come è nato

L’iniziativa è nata come segno di protesta contro una sentenza della Corte di Cassazione italiana che, nel novembre 1998, annullò la condanna per stupro perché la vittima indossava dei jeans attillati (modello skinny), “impossibili da sfilare senza la sua collaborazione”.

Secondo il racconto della ragazza, emerso dai documenti dell’epoca – è il 12 luglio 1992 – l’istruttore, dopo averla presa per la lezione, la porta nelle campagne vicine, dove si consuma l’abuso che, come abbiamo detto, non fu riconosciuto negli atti della Corte di Cassazione.

Il giorno seguente, per protesta, le deputate italiane si presentarono in Parlamento in jeans, mentre l’anno successivo a Los Angeles nacque il Denim Day.

Photo credits: www.pinterest.it

Le iniziative social

Oltre a indossare i jeans, simbolo per eccellenza di questo movimento, oggi a questo gesto si sono affiancate altre forme di protesta, come quelle sul social network TikTok: “Quello che mi è successo non mi definisce”. È la frase che scrivono su Tik Tok tutti coloro che partecipano al Denim day, il nuovo trend che vede protagoniste le vittime di abusi sessuali. Condividendo i propri traumi, i giovani cercano di dare coraggio a chi ha subito a sua volta una violenza.

L’hashtag è stato visualizzato quasi 94 milioni di volte e decine di migliaia di persone stanno raccontando la propria storia sul social più diffuso tra gli adolescenti.

Nei video ragazze e ragazzi mostrano gli abiti, spesso strappati, che indossavano il giorno in cui hanno subito la violenza. Mostrano jeans, gonne, felpe, tute, per combattere il luogo comune secondo cui un certo tipo di abbigliamento esporrebbe alla violenza più di altri.

Il loro obiettivo è aiutare chi si trova nella stessa situazione, incoraggiandolo a parlarne e a denunciare.

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